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Il borgo medievale di Berceto

Sulle tracce della Francigena nel cuore dell’Appennino Parmense

Un piccolo gioiello in pietra dove il tempo pare sospeso, un paesino di montagna a 841 metri di altitudine disteso tra i castagneti e le verdi vallate del Taro e del Baganza. Siamo alle porte del Parco Nazionale dell'Appenino Tosco-Emiliano, a soli 80 chilometri dal Golfo di La Spezia, in quel di Berceto, un borgo medievale conosciuto fin dai tempi antichi per l'ospitalità riservata ai tanti pellegrini in viaggio lungo la via Francigena.

Un giro nel centro storico

Importante tappa lungo il percorso della via Francigena, ancora oggi questa Comunità Ospitale offre accoglienza e ristoro a tutti i pellegrini che dal nord Europa si dirigono verso Roma. Concedetevi la giornata per passeggiare lungo le vie lastricate, così senza fretta ricalcando i passi degli antichi viandanti, fino a raggiungere uno dei monumenti più importanti, il Duomo, che colpisce e sorprende per la sua austera imponenza. Sorto sui resti dell'antica abbazia longobarda di Re Liutprando, è ancora oggi un prezioso gioiello di architettura in cui si integrano armoniosamente diversi stili artistici, quello longobardo risalente alla sua fondazione, quello romanico, che ne caratterizza gli stilemi prevalenti e quello rinascimentale legato all'intervento di Bertrando Rossi. Attigua al Duomo, la cappella di Santa Apollonia ospita un prezioso tesoro di arredi e oggetti liturgici. Se proseguite oltre l'abside del Duomo potrete visitare la pittoresca Piazza San Giovanni, detta dei "Canoni" dai bercetesi. Allungandovi oltre potete prevedere una sosta al Castello, un'imponente costruzione che risale al 1221 oggi trasformata in parco archeologico.
A custodire gelosamente i reperti storici, la cultura e la tradizione di questa terra ci sono due musei importanti: il Museo Martino Jasoni, nato nel 2007 e allestito in uno degli edifici più antichi della frazione di Corchia, Casa Corchia, dove potrete ammirare l'opera del pittore avanguardista bercetese emigrato in America; e il Museo Pier Maria Rossi che propone esposizioni temporanee personali o collettive in ambito moderno e contemporaneo.

Nei dintorni

Oltre al cuore storico del borgo, vale la pena perdersi tra le 13 piccole frazioni che compongono Berceto, disseminate tra i castagneti che ricoprono la montagna. Respirate l'autentica atmosfera della montagna parmense girovagando a zonzo tra case in pietra e viuzze acciottolate alla scoperta di pregevoli edifici religiosi e fortificazioni medievali. Pietramogolana, dalla cima di uno scoglio roccioso che si erge al fianco del Taro, è famosa per la sua antica fortezza di cui oggi rimangono solo una torre mutilata sul colle e la chiesa di San Giovanni; all'altezza della confluenza tra i torrenti Manubiola e Taro, Ghiare ospita l'ex fornace recentemente ristrutturata; a Bergotto leggende popolari narrano di antiche streghe che abitavano nella chiesa di San Martino, pronte a uscire di notte per aiutare i contrabbandieri; mentre Fugazzolo è famosa per la sua divisione in due nuclei e per una serie di sentieri che portano agli spettacolari Salti del Diavolo. E ancora Casacca vi affascinerà per lo splendore del suo borgo rurale di origini medievali, e Corchia, paese natale di Martino Jasoni a cui è dedicato il Museo Casa Corchia.

Suggestioni: profumi del bosco e spiritualità

Fatevi tentare della cucina bercetese composta da piatti poveri della tradizione contadina ma arricchita dagli intensi profumi del bosco: castagne e funghi principalmente e in particolare il Porcino di Borgotaro IGP. Siete pur sempre nelle terre emiliane e allora ecco che dovete assaggiare il Parmigiano Reggiano, re dei formaggi, che si produce ancora nell'unico caseificio ancora aperto secondo canoni precisi: solo latte e caglio senza nessun altro ingrediente. Tra i dolci da provare vi consigliamo la spongata bercetese, tipica del periodo natalizio, e la pattona a cui ad agosto viene dedicata una festa.

Ma queste terre così silenti e distese alle porte del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, tra storici sentieri e paesaggi mozzafiato, vi offriranno l'occasione per pause rilassanti e meditative. Perché non ripercorrere i sentieri del tratto francigeno e sostare per una notte al Monastero Zen Sanbo-Ji? È il secondo monastero zen in Italia e qui potrete seguire riti zen intensivi oppure per principianti, o fare trattamenti shiatsu e ancora trascorrere un periodo all'interno del monastero seguendo i ritmi della vita monastica.
Per un tuffo nell'archeologia industriale a Corchia alcuni edifici conservano ancora tracce della lavorazione delle castagne, e sempre qui attualmente sono numerose le iniziative e le escursioni per ricordare la vita nelle miniere. Infine, resti di numerosi essiccatoi sono disseminati un po' ovunque tra i fitti boschi secolari che ricoprono queste montagne.

 

Informazioni

www.comunitaospitali.it

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