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Un weekend a Matera

Alla scoperta della città dei Sassi

Passeggiata tra i Sassi, patrimonio dell'umanità, cioè i rioni della parte antica di Matera, distribuiti in modo pittoresco nelle due vallette separate dallo sperone roccioso della Civita. Una immersione nella storia antichissima delle prime civiltà, tutta da godere a piedi.

Non è facile immaginarsi la vita nei Sassi. Senza dubbio, visitarli oggi è sorprendente e straordinario al tempo stesso. Fin dal primo periodo di antropizzazione, la scorta di acqua costituiva la maggiore preoccupazione degli abitanti; ecco perché sotto terra si può riconoscere nel complesso sistema di canali e cisterne, ora guardato con grande fascino, uno dei più antichi e meglio conservati esempi di bio-architettura al mondo.

Ma icona di Matera, insieme ai Sassi, sono le chiese rupestri. Sono più di 150, scavate nel tufo, molte affrescate, sparse sull'altopiano murgico e incluse in quello che è oggi il Parco Archeologico Naturale delle Chiese Rupestri oppure, appunto, inglobate nell'architettura dei Sassi, adattando le grotte per poter essere dedicate al culto.
Risalgono all'Alto Medioevo, quando con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente si diffuse il monachesimo; successivamente le architetture monastiche, di carattere sia latino che orientale, diventano il fattore trainante per il miglioramento sociale delle masse rurali lontane sia da Bisanzio che da Roma, un fenomeno che durò quasi fino al Rinascimento.

A piedi nella Civita

Giù dall'auto, scarpe comode e una buona predisposizione a esplorare qualcosa di veramente unico. L'approccio con i Sassi può avvenire dal Sasso Barisano, che si raggiunge scendendo dalla Villa Comunale lungo Via Pentasuglia, e dove si concentra il maggior numero di portali scolpiti e di fregi che immettono nel cuore sotterraneo. Primo incontro, il Monastero di Sant'Agostino, sorto nel 1591 sulle rovine di un cenobio rupestre e riedificato in parte a metà del Settecento. Dal sagrato si apre una vista spettacolare sulla Murgia Timone, sul profondo canyon del torrente Gravina e sulla cattedrale romanica pugliese della Civita: valorizzata da un rosone a sedici raggi e dal campanile alto 52 metri, risale al XIII secolo. All'interno si possono ammirare il presepe cinquecentesco e due splendidi affreschi: quello bizantino della Madonna della Bruna e quello del Giudizio Finale.
Proseguendo lungo Via D'Addozio, si fa notare il campanile della chiesa rupestre di San Pietro Barisano, quasi completamente inserito nella roccia. La bella facciata settecentesca poggia su chiesa ipogea scavata forse nell'anno Mille. Ed eccoci ai piedi della Civita, da cui si diramano le stradine pedonali verso il centro, un tempo cinta da mura di cui faceva parte la Torre Mellana.
Via Madonna del Gesù è una magnifica balconata lungo lo strapiombo sulla Gravina; qui un nuovo incontro, l'affascinante complesso monastico rupestre della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci, fondato nei secoli X-XI. È in questa suggestiva location che ogni anno in estate si tengono le Mostre Internazionali di Scultura.

Proseguendo lungo la Via Madonna delle Virtù, si raggiunge il Sasso Caveoso, a forma di anfiteatro, sui cui gradoni sono distese le case-grotte. In Piazza San Pietro Caveoso, a picco sulla Gravina, si affaccia la chiesa di San Pietro Caveoso, risalente al 1218, cui fu aggiunto il campanile barocco. Alla sua destra un arco conduce a una rampa: inforcandola si incontra prima la ricostruzione di una casa contadina, poi la chiesa rupestre di San Pietro in Monterrone.
Ma l'incontro più straordinario avviene oltre: la chiesa rupestre più riccamente affrescata è Santa Lucia alle Malve, il primo insediamento lauriotico a Matera, abitato fino a metà degli anni Cinquanta. Quindi, una stradina arranca sul Monte Errone, un enorme masso dove sorgono le chiese rupestri di Santa Maria de Idris, raggiungibile con una rampa di scale, e di San Giovanni in Monterrone, collegata alla precedente da un cunicolo.
Dal Monte Errone, tornando verso Piazza San Pietro Caveoso, si può risalire Vico San Leonardo fino al quartiere albanese, così chiamato perchè nel XVI secolo vi si stabilì una colonia di albanesi: quì è possibile visitare le quattro cripte rupestri che fanno parte del Convicinio di Sant'Antonio, prima di tornare verso Via Buozzi. L'incontro con le chiese rupestri si chiude con Santa Barbara, una basilica bizantina riccamente affrescata, e le chiese del Cappuccino Vecchio e Cappuccino Nuovo, in Via Casalnuovo. È ora di raggiungere Piazzetta Pascoli, da cui si gode un ultimo, splendido sguardo sul panorama dei Sassi, proprio dal centro di Matera.

I musei di Matera

Non solo Sassi e chiese rupestri; di Matera vale la pena di esplorare anche gli aspetti culturali, considerando la visita a qualche museo. Magari partendo dal MUSMA, il più "moderno": il Museo della Scultura Contemporanea di Matera è ospitato entro Palazzo Pomarici e accoglie opere che ripercorrono la storia della scultura dalla fine del XIX secolo a oggi. Il Museo d'Arte Medievale e Moderna occupa le sale del seicentesco Palazzo Lanfranchi ed è articolato in quattro sezioni: Arte Contemporanea, Arte Sacra, Collezionismo e Antropologia. Il Museo Archeologico Nazionale pone in mostra reperti del territorio materano provenienti dalle popolazioni indigene; affascinante il percorso del Museo della Raccolta delle Acque, presso le chiese sconsacrate di San Giovanni e del Purgatorio: nel sotterraneo il Palombaro costituiva l'enorme raccolta di acqua per il Sasso Caveoso.

Il Parco Archeologico delle Chiese Rupestri

Si chiama, per intero, Parco Archeologico Storico Naturale della Murgia e delle Chiese Rupestri del Materano. Già da solo, il nome evoca qualcosa di meraviglioso, incredibile e assolutamente unico. Non si può lasciare Matera, senza soffermarsi nel Parco. Si tratta di ottomila ettari di altopiano disteso tra Matera e Montescaglioso, coperto di bassa vegetazione e caratterizzato da dirupi vertiginosi che si perdono in profondi canyon. Sono, questi, le famose gravine, dove l'uomo, a dispetto di un'apparente ostilità di questo ambiente, ha trovato protezione e si è insediato fin dalla preistoria.
La Grotta dei Pipistrelli, lungo la gravina cui si accede dal Rione Agna di Matera, porta le testimonianze più antiche della presenza dell'uomo, risalenti al Paleolitico superiore.
Risalgono al Neolitico i villaggi trincerati di Murgecchia, Murgia Timone e Tirlecchia, che è stato possibile scoprire grazie alla individuazione delle buche che reggevano le palizzate. Ma è nell'alto Medioevo che la Murgia viene scelta da eremiti e asceti che, sfuggiti alle persecuzioni religiose in Oriente, fondano, ciè scavano, l'insediamento rupestre religioso sparso nel Parco.

Ai giorni nostri tutta l'area protetta è divenuta, sopratutto, un enorme bacino dove le zone boscate, il sottobosco generoso di specie importanti e autoctone, le distese ricoperte di erbe officinali spontanee che riempiono l'aria di profumi, costituiscono l'habitat ideale per diverse specie di rettili, volpi, faine e gatti selvatici, gufi imperiali, civette e barbagianni, mentre i pipistrelli vivono indisturbati nelle centinaia di grotte.

Per chi viaggia in camper

Radogna Camp
Contrada Murgia Timone
presso Jazzo Gattini, centro visite del Parco 
Tel. 0835.33.22.62 - 320.26.36.528
www.ceamatera.it
Servizi: acqua, pozzetto, elettricità, servizi igienici, docce, ammessi i cani.

Autoparco di Matera
Contrada Pantano
Servizi: acqua, pozzetto, illuminazione, elettricità, aperta tutto l'anno. A pagamento.
Tele. 340.68.50.509
www.autoparcodimatera.it

 

Informazioni


www.comune.matera.it

Come arrivare

Per raggiungere Matera occorre percorrere l'autostrada A1 fino a Bologna proseguendo poi sulla A14 fino all'uscita di Bari Nord. Da qui si segue la SS99 fino a destinazione.

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