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Un giro lungo la Valle dell’Isonzo

La natura colore dello smeraldo

Può un fiume scrivere una storia? Col suo lungo corso in territorio sloveno, l'Isonzo di storie ne scrive diverse: da quella dei pastori in alpeggio alla leggenda dell'Auricorno, dalla storia della Grande Guerra a quella del Sentiero della Pace. Filo conduttore: la natura, aspra, selvaggia, meravigliosa.

L'Isonzo è uno dei fiumi alpini meno intaccati dalle mani dell'uomo; la valle slovena, appartata e protetta, costituisce un patrimonio naturale di inestimabile bellezza. Il corso del fiume scorre sotto le vette alpine, a pochi passi dal Parco Nazionale del Triglav e dal Parco Botanico Alpino e accoglie e racconta storie che si possono scocprire semplicemente a piedi, camminando lungo i tanti sentieri, o sull'acqua, giocando a fare rafting o canoa.

Il camoscio bianco

Cominciamo dalla leggenda dell'Auricorno, alimentata dall'alone di mistero che da sempre circonda le Alpi slovene, luoghi remoti e impervi. Il nostro protagonista è un camoscio bianco dalle corna d'oro, o zlatorog, che viveva sul Monte Tricorno. Protetto da un incantesimo delle Dame Bianche, fate dal cuore generoso, era il capobranco di placide capre bianche, che vivevano sui ripidi dossi affacciati sull'Isonzo e che potevano diventare feroci se qualcuno si avvicinava un po' troppo alle fate. Predisponetevi ad accogliere le diverse versioni della leggenda, durante le passeggiate o, magari, attorno a un tavolo nella tiepida cucina di un agriturismo!

La Grande Guerra

Percorrete il Sentiero della Pace accompagnati da una guida: vi sembrerà che a farvi strada sia un soldato della Prima Guerra Mondiale. Ma, ascoltando le sue storie e rivivendo gli echi di un terribile, turbolento passato, il messaggio che emerge è sicuramente un messaggio di pace. Il Sentiero della Pace raccorda le numerose mulattiere che, dal letto dell'Isonzo, salgono alle postazioni sul fronte: un vero museo a cielo aperto, dove a parlare sono, anche, ruderi di costruzioni di avvistamento e difesa e reperti "dimenticati" sul luogo.

Se visitate la possente fortezza di Kluže in alcuni periodi (estate) potrete indossare una divisa e diventare una sentinella della fortezza stessa. Sarete invitati ad assaporare una tazza di te, mentre i soldati dei due diversi fronti combatteranno tra loro a suon di battute, per una interpretazione più spensierata degli eventi di cui la costruzione difensiva fu teatro. Fuori dalle loro storie, entro le stesse mura, potrete ammirare diversi lavori dell'artigianato locale e, anche, degustare specialità tipiche.
Visitate infine il Museo di Caporetto, uno dei meglio allestiti in Europa, per una lettura d'insieme degli avvenimenti della guerra visti con gli occhi dei soldati e della popolazione civile e, se ve la sentite, spingetevi fino a Sant'Antonio (Sv. Anton in sloveno) per vedere l'ossario dei soldati italiani.

I pastori e gli alpeggi

Nella valle che unisce le piu alte vette della Slovenia all'Adriatico, la gente da sempre si affida esclusivamente alle proprie forze e alla propria creatività. Le storie di casa sono abitate da originali creazioni per le quali si utilizzano la lana e la cera, la pietra e la sabbia, sullo sfondo il ritmo delle danze folcloristiche e dei canti popolari. E la tavola? Le pecore e le mucche che pascolano tra le malghe alte sulla valle donano il latte per i tipici formaggi di Bovec e Tolmin. La trota isontina o marmorata, autoctona, invita i pescatori sul fiume e i buongustai nei ristoranti locali. Le patate, nel dialetto locale čompe, qui hanno un gusto particolare. E i krafni di Bovec e gli štruklji di Kobarid addolciscono le storie della valle dell'Isonzo.

La natura: un invito allo sport

Provate una discesa in kayak o in gommone, tra cascatelle vivaci e forre, accompagnati da una guida esperta; oppure dedicatevi al canyoning per penetrare in modo singolare nel mistero dei tanti affluenti.
O, ancora, sorprendetevi a guardare dall'alto le caratteristiche naturali della valle, in parapendio, in deltaplano o dall'aereo. Instaurate un contatto privilegiato con la natura dedicandovi alla speleologia e, se è inverno, puntate alla stazione sciistica più elevata della Slovenia, sul Monte Canin, dove il panorama arriva fino al mare.

 

Informazioni

www.slovenia.info

Come arrivare

Percorrere l'autostrada A4 fino all'altezza di Palmanova, da qui proseguire sulla A23 che si abbandona all'uscita di Udine. Si imbocca poi la SS54 in direzione Cividale del Friuli, su cui si prosegue fino al confine di stato italia-slovenia. Qui ci immette sulla strada 102 fino a Kobarid (Caporetto)

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