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Idrija, tra miniere, merletti e gusto

Sotto il vestito… la miniera!

Un colore: rosso, quello del cinabro. Un indizio di ingegneria idraulica: kamšt, ovvero, un'enorme ruota in legno azionata ad acqua. Una favola: uno gnomo che scende in miniera per raccontarne vita e segreti. Se questo non basta per scegliere Idrija, metteteci pure lo sci di fondo e i piatti di pecora, le discese sul fiume e un bicchiere di assenzio, le piste ciclabili e un festival del merletto. Ce n'è per tutti, secondo gusto e stagione.

C'è un modo singolare per arrivare a Idrija, cioè lungo il sentiero che corre accanto al Rake, un canale lungo 3 chilometri e mezzo che porta acqua verso una enorme ruota in legno che, in lingua locale, prende il nome di kamšt. Poco oltre, accanto al pozzo di Jožef, alcune vecchie locomotive fanno mostra di sè. Dopo un'esplorazione nel sottosuolo, si passeggia per le vie del borgo fino al castello Gewerkenegg dov'è allestito il museo della città: si entra per visitare la ricostruzione delle case dei minatori e ammirare reperti del patrimonio geologico-minerario e... si scoprono i merletti!

La miniera di mercurio di Idrija

Benvenuti all'ingresso dell'antica miniera di mercurio! L'attività estrattiva ha condizionato per decenni vita, abitudini, cultura della popolazione di Idrija - e non solo - e, ancora oggi, la miniera costituisce una meta di grande attrattiva. All'entrata del pozzo Frančiške, un inconsueto percorso museale si snoda attraverso un'eccezionale raccolta di macchinari e apparecchiature minerarie, tra cui la pompa di Kley, la più grande macchina a vapore d'Europa. La ruota ad acqua che saluta i visitatori all'ingresso, è parte integrante del complesso sistema di pompaggio della miniera.

In cinquecento anni di attività è stato scavato sotto la città un labirinto di quasi 15 piani con oltre 700 km di gallerie; un'area che misura oltre 1,5 km di lunghezza e dai 3 ai 600 metri di larghezza.

Per scoprire i diversi impieghi del cinabro, l'anima del mercurio, di colore rosso vivo e di incredibile leggerezza, occorre scendere sotto terra. La visita è tanto piacevole, quanto sorprendente. Magari sarà proprio uno gnomo della grotta a spiegare e a comprendere il duro lavoro di estrazione!

La tradizione del merletto

Se non sapete nulla di uncinetto e di fuselli per tramare il merletto, dopo essere stati a Idrija ne avrete cognizione! Non scorderete facilmente quella manualità sapiente e lesta, quella fantasiosa creatività delle donne di Idrija. Già nel XIX secolo i merletti viaggiavano lontano, oltre l'Atlantico, consentendo a donne giovani e anziane di arricchire i magri bilanci familiari. L'antica scuola del merletto è ancora oggi attiva e il merletto è protagonista di un festival tutto suo: incontri, laboratori, dimostrazioni della lavorazione e veri e propri spettacoli di moda in cui sfilano originali creazioni con il merletto.

I segreti delle acque selvagge

Ma la visita a Idrija non vinisce tra le case del centro; è, soprattutto, un'immersione totale in una natura rigogliosa e selvaggia.
Nel parco regionale dell'alto fiume Idrijca, la vita scorre con l'acqua e sull'acqua; si resta affascinati dalle klavže, o piramidi di Idrija, le alte barriere per il trasporto fluviale del legno; e, ancora, dal lago Divje Jezero, la maggiore sorgente carsica in Slovenia, che nelle sue profondità non ancora del tutto esplorate, nasconde il proteo. Se è estate, ci si immergere nel bagno naturale di Bela, per ritrovarsi a pensare che "il Paradiso è qui". Nel verde si snoda la Strada dei Naturalisti di Idrija , che conduce al Giardino di Scopoli, attraverso un percorso di enorme importanza geologica.

Poi, a tavola!

Se non si assaggiano i žlikrofi, gli gnocchi ripieni tipici di Idrija, non si può affermare di aver conosciuto Idrija! Gli gnocchi, preparati con pasta e ripieno di patate, sono accompagnati dal bakalca, un sugo di carne di pecora e verdure: una prelibatezza slovena la cui specificità tradzionale è tutelata dal marchio europeo. La cucina locale annovera piatti poveri di un tempo, che figurano nei menù con il nome di zeljševka, ocvirkovca, smukavc (gli struccoli), magari da scoprire lì, facendoseli servire "al buio": difficile restare delusi! Per assaggiare il passato minerario, si chiude con l'antica bevanda casalinga all'assenzio, pelinov geruš.

 

Informazioni

www.slovenia.info

Come arrivare

Percorrere l'autostrada A4 fino all'uscita di Villese-Gorizia dove si devia sulla A34 che si segue fino al confine di stato italia-slovenia. Qui ci immette sulla H4 su cui si prosegue fino a Ajdovščina dove si imbocca la strada 207 fino a destinazione

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